Numero episodi: ???

L’OVA è basato su una collana di romanzi, di Kentarou Katayama, che ad oggi conta di tre volumi, pubblicata da Shueisha a partire dal 2004.
Si tratta di un thriller psicologico con qualche vena horror a causa della brutalità degli omicidi della prima puntata. È composto al momento da due episodi di 45 minuti circa. L’OVA ha una struttura episodica, i due episodi raccontano di storie autonome. Sembrava che ci fosse in progetto anche la trasposizione del terzo romanzo, ma sulla rete non ho trovato alcuna news al riguardo. Ciò non toglie nulla alla completezza dei due episodi esistenti, che possono essere guardati senza bisogno di un terzo.

Ju Juzawa, tutti lo vogliono, tutti lo cercano. La gang scolastica lo vuole arruolare per la sua destrezza a fare a cazzotti; una ragazza carina non fa altro che ammiccargli; persino la rigida rappresentante di classe lo redarguisce in continuazione, ma sembra avere un debole per lui. Tuttavia Ju è un lupo solitario, non si intrattiene con nessuno e non vuol fare parte di nessun gruppo. È completamente solo e tale vuole restare. Ma la sua quieta solitudine viene disturbata da una stolcker, Ame Ochibana, che sostiene di essere la sua serva nonché guardia del corpo. Ame ritiene di doverlo proteggere a causa di un legame nato in una vita precedente. “Green green”? No, per niente… Ju la prende per una pazza e sospetta che possa essere il serial killer che sta disseminando il panico in città con i suoi efferati omicidi.
“Mi chiedo se io sia deprecabile. Jusawa Ju, lui è il re, è un lupo solitario, sovrano di se stesso, è lui quindi…” (slide in apertura).

Nel secondo episodio, Ju avrà a che fare con uno strano gioco “Happiness”. Si partecipa iscrivendosi a un sito e ricevendo degli ordini via cellulare: piccoli atti di bullismo in escalation cominciano a diventare “giochi pericolosi”.
“Voglio essere felice, dall’infanzia è stato il mio chiodo fisso, voglio essere felice, tutti provano questo sentimento, ma io che cosa devo fare per trovare la felicità? Voglio essere felice…”