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Lupin III ladro casanova in giacca verde è il nipote del primo Arsenio Lupin, il più grande ladro di tutti i tempi. Dopo aver vinto il lupin d’oro è diventato molto presto famoso a livello globale per la sua furbizia ed infallibilità. Per lui nulla è impossibile da rubare, e questo anche grazie all’insostituibile aiuto dei suoi due fidati amici e collaboratori: l’infallibile pistolero Jigen Daisuke che usa la visiera del suo cappello come un mirino, ed il samurai Goemon Ishikawa la cui spada è capace di tagliare facilmente superfici di qualsiasi materiale e spessore. Come tutti però anche Lupin ha un tallone d’Achille, il suo più grande punto debole sono le donne e la bella e doppiogichista Fujiko Mine saprà spesso sfruttare questa debolezza a suo favore, mettendo senza scrupoli il poveretto in mezzo a questioni spinose per fregargli alla fine il bottino a colpo concluso. Oltre agli intrighi della ragazza, Lupin si ritroverà anche costantemente inseguito dall’irriducibile Zenigata, un ispettore dell’interpool che tenterà sempre con tutte le sue forze di catturarlo. Tra i due in un certo qualmodo c’è un legame d’affetto, dimostrato dal ladro con l’affettuoso e sbeffeggiante soprannome Zazà. Lupin naturalmente come degno erede della sua stirpe considera una sfida una questione decisamente da onorare e difficilmente si abbassa a colpi banali da comune ladruncolo di strada, anzi predilige i colpi veramente grossi ed il suo destino lo porterà a fargli irritare soprattutto gente potente e pericolosa, che lui non temerà mai, ma che a prescindere dalla sua abilità straordinaria non gli renderanno la vita facile, anche se alla fine si dovrebbe dire lo stesso per i suoi sconsiderati avversari, spesso illusi di poterlo sfruttare per i propri comodi o togliere di mezzo. Delle tre serie di lupin questa della giacca verde è senza dubbio la più seria, quì troviamo un Lupin più giovane (ma solo d’età), sempre carico di ironia, ma anche più equilibrato e molto meno permissivo, capace anche di sparare quando non sarà strettamente necessario. Anche gli altri personaggi hanno personalità vicine a quelle che abbiamo poi conosciuto e approfondito meglio nella più longeva ed ottima giacca rossa, ma in un certo qualmodo in questo esordio sono più verosimili. Infatti abbiamo un Jigen più ironico e una Fujiko meno frivola. Questa è l’edizione preferita da molti (non solo dai nostalgici da venti anni in su) e nonostante sia forte soprattutto dei suoi personaggi possiede una certa cura nella sua realizzazione, visto che ancora dopo tanto tempo risulta godibile alla vista. Con le sigle Lupin ha sempre avuto un rapporto travagliato e confuso, in quanto in origine arrivò da noi con la sua storica “Planet O” che pur non entrandoci una cippa a livello di testo con il cartone aveva un ritmo indimenticabile. Successivamente in italia venne creata l’armonica e classica canzone dei Castellina Pasi per la giacca rossa, ma avendo tale serie imperversato maggiormente in tv si è ritrovata soprattutto a condividere (e salvare) la bella opening “L’incorregibile Lupin” fatta dal gruppo “Gli amici di Lupin” per la discutibile terza serie. Ai giorni nostri, avendo ora una terza intro italiana fatta da G.vanni, si poteva far rientrare ogni stagione tv con la sigla più consona al periodo ed allo stile di produzione, ovvero: giacca verde-Pasi, giacca rossa-incorregibile lupin e giacca rosa-mitico lupin, ma il pessimo gusto attuale in tv ha affibiato la nuova canzone (avente un ritmo molto moderno) addirittura alla primissima serie dalle cui immagini è stata presa la sequenza video. Devo dire una cosa però, avendo visto la serie andare sulle tv Francesi ci sono pro e contro: di contro noi ci siamo persi le splendide sequenze dell’intro della giacca rossa accompagnate da una musica ispirata, ma è un prezzo equo per non aver visto stravolto il nostro protagonista. Si perchè in Francia Arsenio Lupin III lontanamente ispirato al francesissimo romanzo, è stato chiamato Edgar de la Cambriole protagonista di “Edgar le detèctive cambrioleur” (Edgar l’investigatore scassinatore). Allucinante? Bè agli altri non andò meglio, Il povero Zenigata (conosciuto in Spagna come Basilio), in Francia diventò L’Inspecteur Gaston Lacogne, mentre per quanto da noi Fujiko dalla seconda serie fosse stata francesizzata in Margot, nel paese della torre Eiffel diventò Magalì. Insomma l’Italia non era l’unica a quanto pare a stravolgere le serie, potrà essere peggiorata negli ultimi anni ma in questo caso siamo stati a conti fatti i più fedeli all’opera originaria, almeno tra i paesi latini. Voto 8,7